Con le gocce di sudore che le scendevano dalla schiena e i tipici 'contrattempi dell'ultimo minuto' indiani, Sara e' riuscita a eseguire dignitosamente (come si dice da se') il concerto a Goa.
Le persone sono state molto calde, piacevoli, e attente.

Nonostante il rumore delle ventole, le luci psichedeliche di cui e' stata attorniata e il caldo, le e' piaciuto suonare in questa Chiesa della Imaculata Conception de la Santa Maria, costruita nel 1544, ossia ben prima di quando i pezzi che Sara ha eseguito fossero stati scritti.
Il pezzo di Nildo, per chi e' riuscito a sentirlo (da meta' chiesa in giù, tra ventole e porte spalancate, il suono lasciava spazio completo all'immagine, e volendo all'immaginario) e' stato un successo, cosi' come il tipo di repertorio scelto.
Per il resto, Goa e' un luogo davvero speciale, ricco di mescolanze, dove abitano molti appassionati di musica classica, pensate solo che alcune persone (indiane) che hanno fatto parte dell'esperienza si chiamano: Rui, Francesca, Schubert e Thais!
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