sabato 14 marzo 2009

fabbrica del the'


Siamo capitati per caso, come spesso capita, in una fabbrica del the' (Dambantenne) dalle parti di Haputale, nel sud della zona delle colline dello Sri Lanka. Ci hanno comunicato che la fabbrica era chiusa, ma dal momento che siamo fortunati fortunelli, siamo riusciti a visitare lo stesso, con il vantaggio che non c'era nessuno, e che avevamo tutto il pempo che ci pareva per capire come funzionasse. In sostanza, pero', Matteo si e' lanciato con le foto, mentre Sara cercava di capire l'inglese srilankato della guida, mentre andava in giro per la fabbrica con le mani colme di foglie di the' appena raccolte, e pronte all'essicazione (che umidita' in quella stanza, non avete idea di che contrattazioni con l'obbietivo della macchina fotografica per mantenerlo asciutto...)

e potrete immaginare cosa fa una bimba dell'eta' di Maia in uno spazio gigantesco come questo, con, chicca da apprezzare, un pavimento di legno risalente al 1908, riuscite a immaginare quanto lavoro ha visto passare sopra le sue assi ? ora anche i piedini della fantasmina bianca con la sciarpa gialla






insomma, dopo aver camminato abbondantemente per i tea estates, e aver conosciuto tante donnine cingalesi costrette dal bisogno di mangiare a lavorare in qualsiasi condizione climatica a raccogliere le foglie dagli alberi (e qui varrebbe la pena aprire un capitolo che spiega come si valuta il pregio delle foglie, in base a tuttta una serie di fattori, un po' come da noi con il vino), qui apprezzavamo i sachi portati a mano e scaricati sugli essicatori, da brava gente Tamil (i cingalesi si guardano bene dal fare questo lavoro!) a 200 rupie (1,4 Euro) al giorno. Avete letto bene. Sei giorni alla settimana.


Beh, la visita e' stata molto piu' complessa, completa ed interessante, e per rendere questo blog un po' succinto sia per chi scrive che per chi legge, arriviamo all'assaggio del the', cerimonia fondamentale come da noi con il vino, solo che, per quanto ci rigarda, meno gustosa. Con il vino si abbinano pani e salami di svariato tipo e forma, con il the' ci si sciacqua solamente la bocca, e lo si sputa in una sputacchiera apposita, che purtroppo non vedete nella foto, per evitare di eccitarsi troppo




Quando ci vedremo potremo farvi apprezzare (senza sputacchio) il sapore del The BOP Fannings, ossia la qualita' migliore delle foglioline essicate, perche' abbiamo acquistato tre preziosi campioni di tale the.

Curiosita': lo sapevate che con gli scarti si fa del compost? Cosi' la terra tutto la' intorno profuma...

2 commenti:

Lorraine ha detto...

Perchè quell'effetto colera-misto-lebbra sulla pelle di Sara ?
Mi ricordo anch'io il Broken Orange Pekoe (or Best Orange Pekoe, non so), ma ora che torniate in Italia temo che non sara' piu' cosi' fresco - forse vi conviene bervelo li' (anche senza sputare!)

Matteo ha detto...

Il colore-misto-lebbra e' dovuto allo schifo dello sputo nasale dell'assaggiatore di the, avevi qualche dubbio a riguardo?
:)

Posta un commento